Breaking news – Gli studenti disabili tornano a scuola

Gli studenti disabili tornano a scuola!

Avevamo promesso una soluzione all’inadempienza della Provincia di Sassari (e alle difficoltà delle altre) in tempi brevi e l’abbiamo trovata. L’emendamento che abbiamo elaborato, approvato in settimana grazie alla sensibilità dei Consiglieri regionali della Commissione bilancio, ha già permesso alla Provincia di Sassari di riattivare il servizio. Il provvedimento consente a tutte le province in difficoltà di assicurare la frequenza scolastica dei ragazzi. Nei prossimi giorni lavoreremo sulla finanziaria per garantire le risorse sino a fine anno.
Dopo l’approvazione del bilancio ci sarà tanto lavoro da fare assieme per rendere il servizio più efficace, sostenibile e vicino alle esigenze dei ragazzi.

Grazie

Grazie alla mia famiglia, ora commossa e un po’ preoccupata, che è sempre stata e sarà il mio rifugio sicuro.

Grazie alle amiche, pazienti compagne di viaggio e rete di salvataggio per le mie debolezze.

Grazie a chi ha gioito per me.

Grazie alle compagne e ai compagni che hanno pensato al mio nome per rappresentarli.

Grazie alle compagne e ai compagni che non erano d’accordo, perché so che lavoreremo assieme per gli stessi ideali.

Grazie alle critiche che arriveranno e mi spingeranno a dare di più.

Grazie a tutte le persone che ho conosciuto, letto e ammirato, per avermi trasformato in ciò che sono, e non dimenticherò di essere.

Postille amichevoli per i giornalisti
(sottotitolo: imparerò a comunicare meglio!)

Sono progettista europea, o project manager al Cnr, non ricercatrice.

Sono stata (dal 1998 al 2006) vicepresidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) di Sassari, non presidente, che era ed è la mia splendida amica Francesca Arcadu.

Non sono attivista della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Lo ribadisco non perché non sarebbe stato un onore sostenere in prima persona il suo grande e indispensabile operato, ma per rispetto di chi attivista lo è, senza clamore, tutti i giorni.

Al di là dei limiti strutturali dell’edificio, il mio ingresso in viale Trento è stato reso perfettamente agevole dal tempestivo lavoro e dalla grande disponibilità dei commessi e dello staff del Presidente Pigliaru.

Utile è stato utile

Francesco AgusMi sento come se mi avesse appena investito un tram (sì, tram, alla sassarese, in onore del nuovo presidente), ma:

grazie a Francesco, perché è bello far politica sapendo che a rappresentarmi ci va una splendida persona,

grazie delle risate e delle fatiche ai compagni che mi hanno fatto reinnamorare della politica applicata,

grazie a chi ha votato, resistendo ad apatia e delusioni, e un secondo grazie a chi dopo il voto saprà essere vigile, presente e in campo;

congratulazioni e in bocca al lupo ai quattro consiglieri Francesco Agus, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Daniele Cocco. Complimenti ai compagni Marcello Soviet Cadeddu, Ignazio Tolu, Andrea Zucca, Andrea Melis e a chi ha contribuito disinteressatamente al successo della lista, perché quel successo riguarda tutti noi e da domani siamo chiamati a lavorare e costruire ciò in cui crediamo, insieme.

“Perchè alla fine siamo sempre gli stessi, quelli che a ogni campagna elettorale sembrano dover espiare la colpa di essere nati troppo tardi per poter fare i partigiani sulle montagne e con quello spirito combattono”
Francesco Agus

Questa la riflessione di Francesco dopo l’elezione: Continua a leggere

Il mio voto utile, anzi utilissimo!

Avrei in testa mille cose da scrivere, perché alla fine di ogni campagna ho sempre sentito il bisogno di tirare le fila, fare un bilancio e spiegare, soprattutto agli amici e ai parenti, perché nel mese precedente ero scomparsa e diventata irreperibile.

Non ve le dico tutte ma solo alcune, le più importanti.

Innanzitutto che quello di oggi è il mio prototipo di voto utile. Non perché funzionale alla vittoria. Ho passato una vita in minoranza, non potrei mai fare appelli ad una facile e incolore vittoria elettorale. Il voto utile è quello che ti rappresenta, e l’invito che vi faccio, qualsiasi sia la vostra posizione politica, e pensare a questa decisione senza rabbia, con lucidità, e diffidando sempre delle vie più facili, dell’incompetenza e delle promesse che sembrano tanto belle quanto irrealizzabili. Continua a leggere

Sant’Elia calling

Venerdì scorso, grazie all’invito dell’Associazione Sant’Elia Viva, ho potuto conoscere da vicino la situazione di alcuni palazzi di quel quartiere. Assieme a una delegazione di Sel siamo arrivati in viale Sant’Elia a metà di un pomeriggio umido e scurissimo. Della realtà del Borgo avevo notizia attraverso i racconti e gli articoli di giornale ma, come spesso accade, solo vedere di persona e ascoltare ciò che dicono gli abitanti ti fa capire realmente come stanno le cose.

S.Elia 6 dicembre

(foto di Gisella Congia)

E le cose stanno male, al punto che fatichi a credere che da qualche parte delle nostre città possano esistere ascensori murati per motivi di sicurezza o altri che i tecnici si rifuitano di riparare, vere e proprie “piscine” ancora piene dopo giorni dalle ultime piogge, palazzi con piani incompleti o mangiati dal tempo e dall’incuria, automobili distrutte abbandonate nei cortili, lampioni inesistenti e zone illuminate solo dalle luci dei ballatoi. Si vede bene nella foto qui accanto (qui trovate l’intero album) e l’effetto è surreale, perché quelle luci sono belle e calde e ti sembra quasi, guardando lo splendido scatto di Gisella Congia, di essere in un altro paese e in un altro tempo.

Ciò che in questa foto non si vede sono i microscopici appartamenti ricavati nei garage, i bambini che giocano in cortili simili a percorsi di guerra e la tanta rabbia e stanchezza di chi abita queste case. Una fatica dignitosa e composta che mi ha lasciato muta e imbarazzata, perché sono poche le parole che si possono dire senza sembrare ipocriti e banali.

A sorprendermi è stato anche un altro aspetto, forse fuori tema rispetto al post, ma per me molto significativo. Non c’è stato da parte di nessuno, adulto o bambino che fosse, uno sguardo intimidito o turbato dalla mia sedia a rotelle. Chi mi ha rivolto la parola quella sedia non sembrava proprio averla vista. Promemoria da ricordare, io per prima, quando si distribuiscono a buon mercato patenti di cultura nei convegni à la page.

Non si può, e non si dovrebbe mai, spacciare promesse a buon mercato come si è fatto qui e altrove per troppo tempo, e nel mio piccolissimo non l’ho fatto nemmeno io. Una cosa però posso farla, come ho detto nei saluti e a me stessa nell’ultimo sguardo rivolto alla finestra della casa di un’anziana disabile, “murata” nella sua casa come l’ascensore che le impedisce di uscire. Tornerò spesso qui, studierò, cercherò di capire perché trentasette milioni di euro sarebbero bloccati nelle casse dell’Area, l’azienda regionale per l’edilizia abitativa. E proverò, proveremo, a fare anche le piccole cose per migliorare anche di pochissimo la vita degli abitanti.

[Clash – London calling]