Tutti a Iscol@ – Progetti fino al 31 agosto

tutti-a-iscol-laboratori-didattici-1-638Dicevo stamane che le scuole non saranno lasciate sole di fronte ad eventuali criticità del piano Tutti a Iscol@. Una delle proccupazioni espresse da dirigenti e insegnanti sulla Linea A riguarda il timore di non riuscire a terminare i progetti entro le scadenze previste.

Per far fronte a tutte le difficoltà e casistiche che ogni scuola può trovarsi ad affrontare, i dirigenti avranno la possibilità di richiedere, sulle Linee A, B e C, la proroga della data ultima entro la quale svolgere l’intervento fino al 31 agosto 2016.

Ogni autonomia coinvolta riceverà nelle prossime ore una comunicazione con i dettagli sulla proroga e su tutte le opportunità di modulazione e gestione dei progetti.

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Pillole di un giorno qualunque in assessorato – Tutti a Iscol@, Sport… gender

classeTutti a Iscol@ – Riconoscimento del punteggio per il personale Ata

Nella giornata in cui si completa il quadro dei progetti approvati nella prima annualità di Tutti a Iscol@, con la pubblicazione delle graduatorie della Linea C, arriva finalmente un segnale positivo dal Ministero. Il personale Ata, infatti, vedrà riconosciuto il lavoro svolto anche in termini di punteggio nelle graduatorie di appartenenza.
Si tratta di una prima apertura su un argomento che ho posto con forza sin dai primi contatti con il Miur sul programma Tutti a Iscol@. La difficoltà del Governo sul tema, manifestata con espliciti dinieghi a tutte le Regioni che hanno sollevato la questione, mi è sempre parsa incomprensibile. Le graduatorie del personale scolastico non si esauriranno nei prossimi mesi ed è quindi giusto che ogni attività svolta dai lavoratori, sia pure finanziata dalla Regione (che in materia di istruzione esercità una competenza prevista dallo Statuto), sia riconosciuta ai fini del progresso della loro carriera.
Ho confermato questa posizione nell’incontro della scorsa settimana dedicato all’università, sottolineando alla Giannini il rischio che, soprattutto quando l’anno prossimo i progetti avranno una durata decisamente maggiore, i docenti possano rifiutare la proposta di contratto (rischio alto anche in questa annualità).
In generale, siamo consapevoli di alcune criticità nell’attuazione dei progetti. I tempi ristretti hanno richiesto un forte impegno delle scuole in un momento di grandi trasformazioni. Quando siamo arrivati alla firma del Ministro sul Protocollo d’intesa, il 21 dicembre, avevamo di fronte due strade: rimandare tutto al prossimo anno o rischiare di dover affrontare delle difficoltà ma partire, perché la situazione della nostra scuola richiede di cominciare a lavorare. Abbiamo scelto senza alcun dubbio la seconda strada.
Le scuole e i Dirigenti scolastici non saranno lasciati soli di fronte alle difficoltà. In queste ore sta arrivando una lettera a tutte le scuole che spiega come i tempi per la realizzazione delle attività ci siano, anche per la grande autonomia organizzativa concessa alle scuole nell’implementazione delle attività. E siamo pronti ad affrontare ogni problema dovesse sorgere, ma assicuro che nessun dirigente pagherà di sua tasca un centesimo.

Piano triennale dello sport 2016-2018

Siamo al lavoro per il completamento della proposta di Piano triennale dello sport 2016-2018, che verrà sottoposta al Comitato regionale dello sport prima del dibattito pubblico durante la Conferenza regionale dello sport. L’obiettivo è potenziare lo sport giovanile e scolastico come percorso di crescita delle ragazze e dei ragazzi e strumento di prevenzione sanitaria.
Lo facciamo ora perché era necessario attendere l’approvazione della Legge regionale di riordino degli enti locali per completare le nostre analisi. La nuova ripartizione delle competenze fra Regione ed Enti locali, infatti, ci richiede di verificare che la progressiva scomparsa delle Province non comporti la contemporanea sparizione di un sostegno a un pezzetto di mondo sportivo.

Postilla incredula (ma anche no)
Il gender e altri mostri paurosi rischia di diventare la rubrica più corposa delle cronache politiche locali e nazionali. Io di pauroso vedo solo che si inizia col vedere fantasmi e pericoli in ogni iniziativa per le pari opportunità e si finisce col sentenziare che una donna, specie se madre, è meglio che si occupi di ricamo.

15 marzo 2016

Buon anno e buone sfide a tutti noi

Lettera scuola 2015Care bambine e ragazze, cari bambini e ragazzi, cari insegnanti e care persone che lavorano nella scuola, vi scrivo per augurarvi un buon inizio di anno scolastico.

Ai giovani che proseguono nei loro studi va il mio augurio di portare avanti con fiducia il percorso già intrapreso, traendo stimoli e impulsi nuovi dall’insegnamento che sapranno dare i docenti. Penso alla vostra opportunità d’avere uno sguardo sempre nuovo che vada oltre il ruolo dello studente, perché le vostre idee, risorse e intelligenze, siano la linfa della scuola e della società sarda. Ai bambini, che varcano la soglia della scuola per la prima volta, con emozione, curiosità e un pizzico di paura per l’esperienza completamente nuova, auguro di non perdere mai il ricordo e l’incanto di questa giornata unica e irripetibile. E di intraprendere questo cammino della conoscenza contribuendo allo sviluppo della vostra comunità affinché questa sia sempre più solidale, accogliente, democratica, inclusiva e pronta a combattere in ogni circostanza le discriminazioni, partendo dall’impegno di ogni singolo studente verso gli altri.

Stiamo lavorando per rendere le scuole luoghi all’altezza delle potenzialità dei giovani studenti e degli educatori, per trasformarle in spazi d’incontro, sicuri e gradevoli, nei quali è possibile fare rete e favorire incontro e integrazione.

E quest’anno, dopo tanti mesi di studio, partiranno i nostri progetti contro la dispersione scolastica. Insegnanti che aiuteranno ad imparare di più e meglio, iniziative per sostenere chiunque abbia una fragilità o viva un momento difficile, misure che garantiscano a tutti il diritto allo studio, la tecnologia come parte integrante del vostro quotidiano.

Tutto questo in una scuola che in ogni angolo della nostra Isola deve riuscire ad offrire le stesse opportunità. Con la certezza che solo la qualità e i servizi, e non la semplice presenza di un edificio, siano la risposta ad un territorio che chiede di poter decidere il suo futuro.

Ma il mio pensiero più accorato oggi va agli insegnanti. Siete voi insieme ai ragazzi i protagonisti di un lavoro sempre più difficile e sotto attacco. Non avete vissuto un anno semplice e comprendo i timori per questa fase nuova e incerta. Il mio impegno è rivolto ad assicurare i vostri diritti consentendovi le migliori condizioni per esercitare uno dei mestieri più importanti nella nostra società. Come ho detto anche al Ministro nel nostro recente incontro, una di queste strade porta ad una gestione più autonoma dell’organico sardo. Una scelta che sia determinata non solo dai dati statistici, ma anche dalle specificità e dai problemi della nostra Terra. Il modo migliore per riflettere su questo tema è una Legge regionale sull’istruzione, strumento che in Sardegna manca dal 1984. I tempi sono maturi per lavorarci tutti assieme.

Buona strada!

(pubblicato su l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna il 14 settembre 2015)

Il mio primo giorno di scuola

In tv
http://www.videolina.it/share/86783.html

Sulla stampa

Situazione precari della scuola, 12 agosto

01_claudiaDopo un lungo (francamente troppo…) pressing ho ricevuto la telefonata del capo di gabinetto del Miur Alessandro Fusacchia. Continuo a credere che un assessore debba interloquire con il Ministro e aspetto dunque di confrontarmi direttamente con l’on. Giannini.

A Fusacchia ho esposto i temi già descritti nella lettera inviata al ministero, descrivendo ancora una volta la situazione dei docenti sardi e chiedendo la proroga o sospensione dei termini di presentazione delle domande per la fase B, in modo da poter trovare le soluzioni per garantire che le immissioni in ruolo avvengano nel pieno rispetto delle pari opportunità. Che, nel nostro caso, si traducono nel considerare l’insularità una condizione di svantaggio. La risposta del capo di gabinetto non è stata risolutiva, non sbilanciandosi su nessuna delle due richieste. Questo significa che continuerò a pretendere una risposta fino a quando non otterrò la posizione chiara e definitiva del Ministro.

Questo ho detto anche ai docenti che stazionavano sotto la Regione, non prima di aver aggiornato tutti con un comunicato. Ché si lavora e si danno risposte a tutti e tutti i giorni, anche quando i problemi non sono sulle prime pagine dei giornali. Ho anche detto che valutiamo ogni strada percorribile ma l’obiettivo resta risolvere il problema oggi. E oggi è inutile parlare di art. 5 dello Statuto o dei casi di altre Regioni. Quelli sono le vie da percorrere sul medio-lungo periodo, come stiamo già facendo con il lavoro sulla proposta di Legge regionale sull’istruzione. Sono scelte che richiedono tempo e mai fatte prima, nemmeno da chi stasera a pochi metri da noi interveniva a distanza quando il dialogo con i presenti era a suo parere troppo sereno. Infine il capitolo supplenze, tema che sottotraccia va avanti da tempo, che permetterebbe anche a chi avesse avuto l’offerta di contratto fuori dalla Sardegna di lavorare nell’Isola. Non è la soluzione definitiva dei problemi posti dai docenti sardi e restano alcune zone d’ombra, ma potrebbe essere un tampone per la nostra emergenza.

Quel che è certo è che non è ricevibile una risposta come quella del sottosegretario Toccafondi, che liquida come banale richiesta di avere il lavoro sotto casa una preoccupazione basata sul concreto dato geografico e le sue conseguenze economiche.

Si resta in attesa vigile, dunque, e si continua a lavorare.

A domani.

Postilla incredula (ma anche no)
Ieri ho scoperto che un ex presidente della Regione non sa che esistono gli ingressi secondari del “palazzo”. Quelli che avrei potuto utilizzare per evitare chi manifestava in viale Trento. Scrive, quell’ex presidente, di aver bloccato l’ingresso per costringermi a parlare con i docenti. Non mi ha visto, forse, mentre parcheggiavo alle sue spalle per andare a parlare con loro. Non sa, quell’ex presidente, che gli insegnanti io li ho incontrati tutto l’anno, anche quando lui non c’era e forse ignorava quel che stava accadendo a Roma, dove lavora e dove è stato deciso tutto questo, come si evince dalla totale assenza del tema scuola nei documenti sulla sua attività parlamentare.

Quel filo rosso

La vignetta di Gef Sanna sul caso Lingua sarda-Rai

La vignetta di Gef Sanna sul caso Lingua sarda-Rai

C’è un filo rosso incomprensibile e pericoloso che lega la legge nota come “la Buona scuola” e il dl sulla riforma della Rai. E’ la scarsa conoscenza o, nella peggiore delle ipotesi, il non rispetto della nostra specificità culturale, lingiustica e geografica.

La Buona scuola chiede ai nostri insegnanti precari di scegliere di proseguire il loro lavoro anche in un’altra Regione. Come se per i sardi trasferirsi in Veneto, magari a 45 anni e con famiglia al seguito, comportasse gli stessi sacrifici di un cittadino lombardo che si trovi nella stessa situazione. Come se non ci fossero norme, prassi, buon senso, che in questi anni hanno dato sostanza al concetto di pari opportunità.

Il dl di riforma della Rai sancisce che l’azienda pubblica radiotelevisiva ha il dovere di promuovere solo le trasmissioni in lingua tedesca, ladina, francese e slovena. Le altre? Si arrangiassero. Se vogliono possono pagare ciò che alcune fortunate regioni possiedono gratuitamente. Un ragionamento cui mi sono sempre opposta. Tutto questo in spregio ad una normativa nazionale (L. 482/1999) che riconosce ufficialmente le lingue delle popolazioni albanesi, catalani, germaniche, greche, slovene e croate e quelle delle comunità che parlano il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo. Le stesse lingue salvaguardate da quella “Carta europea delle lingue regionali o minoritarie” che chissà quando l’Italia deciderà di ratificare. Una scelta incomprensibile e discriminatoria da contrastare in ogni sede.

Occorre lavorare perché tutto questo non accada. Io lo farò affiancando al progetto “Tutti a Iscol@”, che prevede il coinvolgimento di tanti precari, una proposta da portare a Roma per tutelare le differenze fra i lavoratori che vivono in un’Isola lontana dalla terraferma e tutti gli altri. L’ho fatto e continuerò a farlo con l’investimento nelle nuove generazioni sulla difesa della nostra Lingua, con lo storico passaggio alla Regione delle competenze in materia di tutela della nostra Lingua e Cultura che la settimana prossima sarà esaminato dal Consiglio, e con tutti gli strumenti che ho a disposizione per cambiare questa decisione assurda.

Finché quel filo sarà spezzato.