Pillole di un giorno qualunque in assessorato – Tutti a Iscol@, Sport… gender

classeTutti a Iscol@ – Riconoscimento del punteggio per il personale Ata

Nella giornata in cui si completa il quadro dei progetti approvati nella prima annualità di Tutti a Iscol@, con la pubblicazione delle graduatorie della Linea C, arriva finalmente un segnale positivo dal Ministero. Il personale Ata, infatti, vedrà riconosciuto il lavoro svolto anche in termini di punteggio nelle graduatorie di appartenenza.
Si tratta di una prima apertura su un argomento che ho posto con forza sin dai primi contatti con il Miur sul programma Tutti a Iscol@. La difficoltà del Governo sul tema, manifestata con espliciti dinieghi a tutte le Regioni che hanno sollevato la questione, mi è sempre parsa incomprensibile. Le graduatorie del personale scolastico non si esauriranno nei prossimi mesi ed è quindi giusto che ogni attività svolta dai lavoratori, sia pure finanziata dalla Regione (che in materia di istruzione esercità una competenza prevista dallo Statuto), sia riconosciuta ai fini del progresso della loro carriera.
Ho confermato questa posizione nell’incontro della scorsa settimana dedicato all’università, sottolineando alla Giannini il rischio che, soprattutto quando l’anno prossimo i progetti avranno una durata decisamente maggiore, i docenti possano rifiutare la proposta di contratto (rischio alto anche in questa annualità).
In generale, siamo consapevoli di alcune criticità nell’attuazione dei progetti. I tempi ristretti hanno richiesto un forte impegno delle scuole in un momento di grandi trasformazioni. Quando siamo arrivati alla firma del Ministro sul Protocollo d’intesa, il 21 dicembre, avevamo di fronte due strade: rimandare tutto al prossimo anno o rischiare di dover affrontare delle difficoltà ma partire, perché la situazione della nostra scuola richiede di cominciare a lavorare. Abbiamo scelto senza alcun dubbio la seconda strada.
Le scuole e i Dirigenti scolastici non saranno lasciati soli di fronte alle difficoltà. In queste ore sta arrivando una lettera a tutte le scuole che spiega come i tempi per la realizzazione delle attività ci siano, anche per la grande autonomia organizzativa concessa alle scuole nell’implementazione delle attività. E siamo pronti ad affrontare ogni problema dovesse sorgere, ma assicuro che nessun dirigente pagherà di sua tasca un centesimo.

Piano triennale dello sport 2016-2018

Siamo al lavoro per il completamento della proposta di Piano triennale dello sport 2016-2018, che verrà sottoposta al Comitato regionale dello sport prima del dibattito pubblico durante la Conferenza regionale dello sport. L’obiettivo è potenziare lo sport giovanile e scolastico come percorso di crescita delle ragazze e dei ragazzi e strumento di prevenzione sanitaria.
Lo facciamo ora perché era necessario attendere l’approvazione della Legge regionale di riordino degli enti locali per completare le nostre analisi. La nuova ripartizione delle competenze fra Regione ed Enti locali, infatti, ci richiede di verificare che la progressiva scomparsa delle Province non comporti la contemporanea sparizione di un sostegno a un pezzetto di mondo sportivo.

Postilla incredula (ma anche no)
Il gender e altri mostri paurosi rischia di diventare la rubrica più corposa delle cronache politiche locali e nazionali. Io di pauroso vedo solo che si inizia col vedere fantasmi e pericoli in ogni iniziativa per le pari opportunità e si finisce col sentenziare che una donna, specie se madre, è meglio che si occupi di ricamo.

15 marzo 2016

Situazione precari della scuola, 12 agosto

01_claudiaDopo un lungo (francamente troppo…) pressing ho ricevuto la telefonata del capo di gabinetto del Miur Alessandro Fusacchia. Continuo a credere che un assessore debba interloquire con il Ministro e aspetto dunque di confrontarmi direttamente con l’on. Giannini.

A Fusacchia ho esposto i temi già descritti nella lettera inviata al ministero, descrivendo ancora una volta la situazione dei docenti sardi e chiedendo la proroga o sospensione dei termini di presentazione delle domande per la fase B, in modo da poter trovare le soluzioni per garantire che le immissioni in ruolo avvengano nel pieno rispetto delle pari opportunità. Che, nel nostro caso, si traducono nel considerare l’insularità una condizione di svantaggio. La risposta del capo di gabinetto non è stata risolutiva, non sbilanciandosi su nessuna delle due richieste. Questo significa che continuerò a pretendere una risposta fino a quando non otterrò la posizione chiara e definitiva del Ministro.

Questo ho detto anche ai docenti che stazionavano sotto la Regione, non prima di aver aggiornato tutti con un comunicato. Ché si lavora e si danno risposte a tutti e tutti i giorni, anche quando i problemi non sono sulle prime pagine dei giornali. Ho anche detto che valutiamo ogni strada percorribile ma l’obiettivo resta risolvere il problema oggi. E oggi è inutile parlare di art. 5 dello Statuto o dei casi di altre Regioni. Quelli sono le vie da percorrere sul medio-lungo periodo, come stiamo già facendo con il lavoro sulla proposta di Legge regionale sull’istruzione. Sono scelte che richiedono tempo e mai fatte prima, nemmeno da chi stasera a pochi metri da noi interveniva a distanza quando il dialogo con i presenti era a suo parere troppo sereno. Infine il capitolo supplenze, tema che sottotraccia va avanti da tempo, che permetterebbe anche a chi avesse avuto l’offerta di contratto fuori dalla Sardegna di lavorare nell’Isola. Non è la soluzione definitiva dei problemi posti dai docenti sardi e restano alcune zone d’ombra, ma potrebbe essere un tampone per la nostra emergenza.

Quel che è certo è che non è ricevibile una risposta come quella del sottosegretario Toccafondi, che liquida come banale richiesta di avere il lavoro sotto casa una preoccupazione basata sul concreto dato geografico e le sue conseguenze economiche.

Si resta in attesa vigile, dunque, e si continua a lavorare.

A domani.

Postilla incredula (ma anche no)
Ieri ho scoperto che un ex presidente della Regione non sa che esistono gli ingressi secondari del “palazzo”. Quelli che avrei potuto utilizzare per evitare chi manifestava in viale Trento. Scrive, quell’ex presidente, di aver bloccato l’ingresso per costringermi a parlare con i docenti. Non mi ha visto, forse, mentre parcheggiavo alle sue spalle per andare a parlare con loro. Non sa, quell’ex presidente, che gli insegnanti io li ho incontrati tutto l’anno, anche quando lui non c’era e forse ignorava quel che stava accadendo a Roma, dove lavora e dove è stato deciso tutto questo, come si evince dalla totale assenza del tema scuola nei documenti sulla sua attività parlamentare.

Cosa stai facendo per i docenti precari?

i-dubbi-sulle-fasi-b-e-c-delle-assunzioni-scuola_376559Non consola aver avuto la percezione che qualcosa del genere sarebbe successo. Magari perché nella legge la faccenda assunzioni era meno chiara delle dichiarazioni di premier e ministro. O forse perché ad un certo punto quella stratificazione di titoli, abilitazioni, tipi di precariato sarebbe esplosa. E’ successo in un giorno di luglio, quando il Miur ha emanato uno dei decreti attuativi dando il via alle assunzioni “a fasi”. I dettagli però si sono capiti solo poco prima del 28, data di partenza della “fase 0”.

Ho sempre cercato di affrontare i problemi in modo concreto. Ricerca di soluzioni e niente proclami. Così appena è arrivato al Senato il ddl sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche con il mio partito abbiamo provato ad inserire una norma che garantisse gli insegnanti sardi. Non è stata accettata e questa è allora la strada che seguirò per tutelare i nostri docenti. Strada che volutamente sorvola sulla bizzarra idea che il guaio sia stato fatto a Roma e le idee per venirne fuori siano esclusivo appannaggio di Cagliari (e di tutti gli altri capoluoghi di regione).

– Ho scritto a Stefania Giannini (qui la lettera) chiedendole un incontro urgente e l’inserimento di criteri di mobilità che tengano conto della condizione di insularità. Non è e non sarà una richiesta retorica, perché credo che l’insularità sia uno dei pochi appigli normativi su cui basare una battaglia che abbia l’ambizione di portare a una vittoria.
– Sulla gestione dell’organico della nostra Regione prevediamo importanti innovazioni nella proposta di legge regionale sull’istruzione che cominceremo a discutere a breve. Abbiamo già dimostrato di essere in grado di negoziare positivamente con lo Stato il riconoscimento della nostra autonomia nella tutela della Lingua sarda. Lo faremo anche per la scuola.
– Sul piano “Tutti a Iscol@”, che prevederà il coinvolgimento di oltre 200 docenti nell’anno scolastico 2015-2016, proporremo al Miur la firma di un protocollo d’intesa per sostenere le nostre azioni contro la dispersione scolastica. Nell’accordo chiederemo che il lavoro degli insegnanti nei nostri progetti sia pienamente valorizzato anche attraverso il riconoscimento del punteggio.
– Infine, la mia opinione sulla L. 107/2015 è nota (qui una mia intervista) e non riguarda solo gli aspetti legati alle assunzioni. Personalmente sosterrò ogni iniziativa che punti ad una sua modifica o superamento, comprese impugnazioni e questioni di costituzionalità. Un’iniziativa che non potrà non essere sostenuta da tutta la politica, oltre ogni appartenenza. Stando attenti, però, che nessuna di queste proposte intacchi alla radice o blocchi il piano di assunzioni così come sancito dalla Corte di Giustizia Europea. Perché allora la lotta diventerebbe irresponsabile demagogia.

E io sto dove sono sempre stata, dalla parte dei lavoratori e per le soluzioni vere, anche quando la via di uscita richiede una faticosa ricerca lontana dal fascino del facile titolo di un giornale.

Working on… programmazione delle attività 2015 e DdL Renzi sulla scuola

Lavori in corsoProsegue in assessorato il lavoro di definizione degli indirizzi e di programmazione delle attività che sto portando avanti su tutti i temi di mia competenza. Ieri a Sassari è stata la volta della promozione della lettura. Per i festival letterari che scandiscono il calendario culturale della nostra Regione è tempo di novità. Dall’attenzione ai temi dell’ecosostenibilità alla libera fruizione di tutti, dallo sguardo al di là del Tirreno alla valorizzazione di reti e relazioni. Questi i temi affrontati con gli operatori in un confronto schietto e proficuo, dal quale scaturiranno i nuovi criteri che approvereremo prestissimo in giunta.

Nelle scorse settimane sono ripartiti gli incontri con gli operatori dello spettacolo e avviati i tavoli per aggiornare la L.R. 22/1998 sull’editoria libraria e l’informazione. Nelle prossime incontrerò gli operatori della lingua sarda e del cinema, convocherò il Comitato regionale dello sport e getteremo le basi per gestire al meglio il nostro patrimonio archeologico, museale e bibliotecario.

Nel frattempo le mie letture si concentrano sul mondo della scuola. Dalla limatura degli ultimi dettagli di Tutti a Iscol@, il piano di lotta contro la dispersione scolastica e per il potenziamento delle competenze dei nostri studenti, alla lettura del DdL “Riforma del Sistema nazionale di istruzione e formazione (Istruzione, Università e Ricerca)” appena licenziato dal Governo Renzi. La proposta contiene qualche idea interessante, dà finalmente seguito alla sentenza della Corte di Giustizia Europea sui docenti precari (ma non tutti, e il quadro complessivo non chiaro è un forte limite), rimette al centro le autonomie, ma sembra carente sul piano delle risorse, tradisce qualche visione verticistica, introduce elementi di discrezionalità nel trattamento dei docenti e omette completamente il tema dell’inclusione e della diversità. Puntare sulla scuola significa certamente avere una visione chiara e idee brillanti, ma vuol dire anche investire concretamente, come hanno fatto l’Assessorato e la Giunta nel momento in cui hanno scelto di convogliare sull’istruzione le risorse comunitarie, riattivare il capitolo che finanzia le autonomie (scomparso dall’orizzonte economico e politico degli ultimi anni), sostenere il diritto allo studio, soprattutto dei ragazzi con maggiori difficoltà, finanziando con fondi più consistenti rispetto al passato borse di studio e libri in comodato per tutti gli studenti medi e l’assistenza agli alunni con disabilità. Il DdL di Renzi è solo il primo decreto di attuazione. Di fronte alla continua erosione dei trasferimenti a Regioni ed Enti Locali, con conseguente compressione dei servizi ai cittadini, spero che questo disegno di legge e le magre risorse che lo sostengono non siano l’ultima parola da Roma sulla scuola. Perché sarebbe una parola debole e insufficiente.