E comunque, grazie!

Dal 25 febbraio è passata più di una settimana. Mi rendo conto di essermi presa un bel po’ di tempo per riflettere e soprattutto smaltire stanchezze ed emozioni di questa campagna elettorale. Non era la mia “prima volta”, credo non sarà l’ultima, ma è stata per tanti motivi un appuntamento diverso dagli altri.
La prima ragione è l’appartenenza al gruppo dei candidati. Non c’era un reale pericolo di sedermi a Montecitorio, ma da queste parti siamo un po’ naïf e romantici, quindi per me essere candidata è stato un onore e un attestato di stima che mi ha emozionato e spinto ad un impegno ancora più serio. Il secondo motivo è stato poter lasciare a casa quella fastidiosa molletta che troppe volte ho dovuto applicare al naso per andare a votare. Compromessi al ribasso, tatticismi a respiro cortissimo e “meno peggio” questa volta non c’erano. C’era, e c’è, una forza di Sinistra che per provare a realizzare il mondo per cui lotto ogni giorno ha fatto una scelta difficile e responsabile. C’erano, e ci sono, compagni candidati e non che sono prima di tutto persone splendide e preparate che è stato un privilegio sostenere e con cui è entusiasmante lavorare. Continua a leggere

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