Di politica, congressi e di altri demoni

Murales OrgosoloE poi arrivano i congressi. Quelle “cose” misteriose tipiche della vita di partito che però finché non ci capiti dentro mica capisci bene cosa siano.

Pensi: conoscerò tanta gente che la pensa come me, potrò dire la mia, ascolterò punti di vista differenti, magari mi emozionerò perché qualcuno penserà a me per rappresentarlo. Ma se hai già un po’ di esperienza ti chiederai anche: cosa succede in corridoio, quanti siamo, quanti sono, chi sono quelli laggiù che non avevo mai visto. E sospetterai che in quel corridoio si deciderà molto di quello che si dovrebbe più correttamente discutere nell’affollata assemblea, non vorrai sapere molti dettagli di quello che stanno confabulando le due persone in un angolo ma dolorosamente lo scoprirai. E nel burocratese e nelle conte faticherai a intravedere Gramsci e gli ideali per cui sei lì. E perderai, o vincerai, ma ti rimarrà comunque appiccicata una sensazione indefinibile: la gioia di specchiarti in chi la pensa come te mischiata a un senso di finto, ingiusto, brutto, sporco. Continua a leggere