Utile è stato utile

Francesco AgusMi sento come se mi avesse appena investito un tram (sì, tram, alla sassarese, in onore del nuovo presidente), ma:

grazie a Francesco, perché è bello far politica sapendo che a rappresentarmi ci va una splendida persona,

grazie delle risate e delle fatiche ai compagni che mi hanno fatto reinnamorare della politica applicata,

grazie a chi ha votato, resistendo ad apatia e delusioni, e un secondo grazie a chi dopo il voto saprà essere vigile, presente e in campo;

congratulazioni e in bocca al lupo ai quattro consiglieri Francesco Agus, Eugenio Lai, Luca Pizzuto e Daniele Cocco. Complimenti ai compagni Marcello Soviet Cadeddu, Ignazio Tolu, Andrea Zucca, Andrea Melis e a chi ha contribuito disinteressatamente al successo della lista, perché quel successo riguarda tutti noi e da domani siamo chiamati a lavorare e costruire ciò in cui crediamo, insieme.

“Perchè alla fine siamo sempre gli stessi, quelli che a ogni campagna elettorale sembrano dover espiare la colpa di essere nati troppo tardi per poter fare i partigiani sulle montagne e con quello spirito combattono”
Francesco Agus

Questa la riflessione di Francesco dopo l’elezione: Continua a leggere

Il mio voto utile, anzi utilissimo!

Avrei in testa mille cose da scrivere, perché alla fine di ogni campagna ho sempre sentito il bisogno di tirare le fila, fare un bilancio e spiegare, soprattutto agli amici e ai parenti, perché nel mese precedente ero scomparsa e diventata irreperibile.

Non ve le dico tutte ma solo alcune, le più importanti.

Innanzitutto che quello di oggi è il mio prototipo di voto utile. Non perché funzionale alla vittoria. Ho passato una vita in minoranza, non potrei mai fare appelli ad una facile e incolore vittoria elettorale. Il voto utile è quello che ti rappresenta, e l’invito che vi faccio, qualsiasi sia la vostra posizione politica, e pensare a questa decisione senza rabbia, con lucidità, e diffidando sempre delle vie più facili, dell’incompetenza e delle promesse che sembrano tanto belle quanto irrealizzabili. Continua a leggere

E comunque, grazie!

Dal 25 febbraio è passata più di una settimana. Mi rendo conto di essermi presa un bel po’ di tempo per riflettere e soprattutto smaltire stanchezze ed emozioni di questa campagna elettorale. Non era la mia “prima volta”, credo non sarà l’ultima, ma è stata per tanti motivi un appuntamento diverso dagli altri.
La prima ragione è l’appartenenza al gruppo dei candidati. Non c’era un reale pericolo di sedermi a Montecitorio, ma da queste parti siamo un po’ naïf e romantici, quindi per me essere candidata è stato un onore e un attestato di stima che mi ha emozionato e spinto ad un impegno ancora più serio. Il secondo motivo è stato poter lasciare a casa quella fastidiosa molletta che troppe volte ho dovuto applicare al naso per andare a votare. Compromessi al ribasso, tatticismi a respiro cortissimo e “meno peggio” questa volta non c’erano. C’era, e c’è, una forza di Sinistra che per provare a realizzare il mondo per cui lotto ogni giorno ha fatto una scelta difficile e responsabile. C’erano, e ci sono, compagni candidati e non che sono prima di tutto persone splendide e preparate che è stato un privilegio sostenere e con cui è entusiasmante lavorare. Continua a leggere

Accorri numeroso!

Sostengo, voto e ho accettato la candidatura nelle liste di Sinistra ecologia e libertà (Sel) perché credo che il progetto di una sinistra sognatrice e allo stesso tempo concreta debba avere la possibilità di governare. Perché solo se si entra nelle stanze decisionali si può cambiare qualcosa. Oppure si decide di fare la rivoluzione. E allora, scusate se mi permetto, non avreste dovuto candidarvi ma costruire le barricate. Governare, dicevo, e pure assieme al Pd (che non è mica il male), perché per farlo dobbiamo essere un po’ di più. E governare, lo dico a chi fino a ieri era distratto, è un gran casino, perché fare politica, da Atene in poi, significa mediare fra interessi diversi. Mica entrare in un una stanza, proporre qualcosa e se gli altri non la vogliono fare urlare un vaffa e sbattere la porta. Mi spiace deludere le anime candide ma non funziona così (per informazioni citofonare al sindaco di Parma). Ogni singolo giorno di campagna elettorale, ma direi in generale di adesione a questo progetto, ho avuto un tarlo che poi Vendola ha ben sintetizzato. «Avremmo potuto fare una scelta diversa, più comoda: quella di ritagliarci lo spazio comodo della protesta e della testimonianza. Ma l’idea di andare dalla gente che sta crepando in corpo e di dirle ‘saremo il tuo megafono, saremo li’ vicini quando sarete sconfitti’ è un’idea che non mi piace. Io penso che abbiamo il dovere di andare dalla gente che sta male e di dire ‘noi ci proviamo a cambiare questo Paese e a renderlo migliore’». Continua a leggere

Campagne parallele

Mancano meno di ventiquattr’ore e poi questa strana campagna elettorale lascerà lo spazio alla giornata tradizionalmente dedicata alla riflessione. Non so dire se per fortuna o purtroppo. Diciamo entrambe le cose.

"Guida a sinistra": i candidati Sel e Massimo Zedda a Sassari (16/02/2013)

Perché il militante che milita per strada e parla di politica al bar, a lavoro, al negozietto sotto casa la vive in un modo. Se poi sei candidata la percezione di ciò che stai facendo, il senso di responsabilità e sì, diciamolo, una specie di sofferenza sono forti, costanti e non ti abbandonano mai, lasciandoti sempre addosso euforia, adrenalina o, a volte, un grande sconforto. Perché le persone ti restituiscono tutto senza filtro: ansie, problemi, speranze, ragionamenti, domande che chiedono risposte. E tu un po’ di risposte le devi, perché altrimenti che cavolo ti sei candidata a fare? Perché aderisci ad un partito, che per di più ha ambizioni di governo?  Continua a leggere