Buon anno e buone sfide a tutti noi

Lettera scuola 2015Care bambine e ragazze, cari bambini e ragazzi, cari insegnanti e care persone che lavorano nella scuola, vi scrivo per augurarvi un buon inizio di anno scolastico.

Ai giovani che proseguono nei loro studi va il mio augurio di portare avanti con fiducia il percorso già intrapreso, traendo stimoli e impulsi nuovi dall’insegnamento che sapranno dare i docenti. Penso alla vostra opportunità d’avere uno sguardo sempre nuovo che vada oltre il ruolo dello studente, perché le vostre idee, risorse e intelligenze, siano la linfa della scuola e della società sarda. Ai bambini, che varcano la soglia della scuola per la prima volta, con emozione, curiosità e un pizzico di paura per l’esperienza completamente nuova, auguro di non perdere mai il ricordo e l’incanto di questa giornata unica e irripetibile. E di intraprendere questo cammino della conoscenza contribuendo allo sviluppo della vostra comunità affinché questa sia sempre più solidale, accogliente, democratica, inclusiva e pronta a combattere in ogni circostanza le discriminazioni, partendo dall’impegno di ogni singolo studente verso gli altri.

Stiamo lavorando per rendere le scuole luoghi all’altezza delle potenzialità dei giovani studenti e degli educatori, per trasformarle in spazi d’incontro, sicuri e gradevoli, nei quali è possibile fare rete e favorire incontro e integrazione.

E quest’anno, dopo tanti mesi di studio, partiranno i nostri progetti contro la dispersione scolastica. Insegnanti che aiuteranno ad imparare di più e meglio, iniziative per sostenere chiunque abbia una fragilità o viva un momento difficile, misure che garantiscano a tutti il diritto allo studio, la tecnologia come parte integrante del vostro quotidiano.

Tutto questo in una scuola che in ogni angolo della nostra Isola deve riuscire ad offrire le stesse opportunità. Con la certezza che solo la qualità e i servizi, e non la semplice presenza di un edificio, siano la risposta ad un territorio che chiede di poter decidere il suo futuro.

Ma il mio pensiero più accorato oggi va agli insegnanti. Siete voi insieme ai ragazzi i protagonisti di un lavoro sempre più difficile e sotto attacco. Non avete vissuto un anno semplice e comprendo i timori per questa fase nuova e incerta. Il mio impegno è rivolto ad assicurare i vostri diritti consentendovi le migliori condizioni per esercitare uno dei mestieri più importanti nella nostra società. Come ho detto anche al Ministro nel nostro recente incontro, una di queste strade porta ad una gestione più autonoma dell’organico sardo. Una scelta che sia determinata non solo dai dati statistici, ma anche dalle specificità e dai problemi della nostra Terra. Il modo migliore per riflettere su questo tema è una Legge regionale sull’istruzione, strumento che in Sardegna manca dal 1984. I tempi sono maturi per lavorarci tutti assieme.

Buona strada!

(pubblicato su l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna il 14 settembre 2015)

Il mio primo giorno di scuola

In tv
http://www.videolina.it/share/86783.html

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Cari ragazzi, buona strada

Scuola di tutti e di ciascunoCare bambine e ragazze, cari bambini e ragazzi,

scrivo a voi, ma vi chiedo di portare la mia lettera agli insegnanti, ai dirigenti e a tutte e le persone che lavorano nella vostra scuola.

In questo periodo ho pensato molto al mio primo giorno di scuola. All’emozione, alla curiosità e alla paura di un’esperienza completamente nuova. Ero una bambina un po’ diversa dagli altri, loro camminavano mentre io mi muovevo sulla mia sedia a rotelle colorata. Ma questa differenza dopo un po’ non la notava più nessuno e tutti, compagni di classe e docenti, vedevano in me una studentessa come tutti gli altri. Sono stata fortunata, perché non sempre va così. Non sempre il vostro compagno di un’altra nazionalità, o che vive una situazione familiare difficile, o che si muove o impara in modo diverso da voi trova al suo fianco una mano pronta ad aiutare, una scuola adatta alle sue esigenze e una società pronta a considerarlo un cittadino.

Ricordo poi i visi dei miei compagni che erano i primi della classe, e di quelli che lo sarebbero potuti diventare se la scuola avesse saputo cogliere il loro talento nascosto. Quello che abbiamo tutti, anche se lo scopriamo tardi o pensiamo di non averlo affatto. Continua a leggere