Il mio voto utile, anzi utilissimo!

Avrei in testa mille cose da scrivere, perché alla fine di ogni campagna ho sempre sentito il bisogno di tirare le fila, fare un bilancio e spiegare, soprattutto agli amici e ai parenti, perché nel mese precedente ero scomparsa e diventata irreperibile.

Non ve le dico tutte ma solo alcune, le più importanti.

Innanzitutto che quello di oggi è il mio prototipo di voto utile. Non perché funzionale alla vittoria. Ho passato una vita in minoranza, non potrei mai fare appelli ad una facile e incolore vittoria elettorale. Il voto utile è quello che ti rappresenta, e l’invito che vi faccio, qualsiasi sia la vostra posizione politica, e pensare a questa decisione senza rabbia, con lucidità, e diffidando sempre delle vie più facili, dell’incompetenza e delle promesse che sembrano tanto belle quanto irrealizzabili. Continua a leggere

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Piccolo sciocchezzaio del 25 aprile

Il 25 aprile, giorno di festa che dovrebbe unire tutti nel ricordo di chi ci ha restituito la libertà, spesso diventa per alcuni l’occasione di mettersi in evidenza con frasi e comportamenti non proprio adeguati alla ricorrenza.

Per non dimenticare vorrei dedicare il post all’ “osceno elenco” degli episodi più discutibili della giornata.

Inizio io, ma aspetto fra i commenti le vostre segnalazioni.

Aggiornato il 26/04/2013 alle ore 23:03

In progress: segnalate fra i commenti le sciocchezze del 25 aprile.

La bella vignetta di Mauro Biani sul Manifesto di oggi:

Partigiani - Mauro Biani

Preghiera laica del 25 aprile

Che lo sgomento, lo schifo, l’indifferenza non mi prendano mai

Che sia sempre capace di lottare per tutto quello che succede oltre la porta della mia casa

Che abbia sempre la forza di stare dalla parte più scomoda

Che sappia sempre scegliermi la parte [1]

Che questo giorno non diventi mai scontato


[1] Saper “scegliersi la parte”, così si intitolava un post nella prima edizione di diario precario:

Da piccola mi piacevano le bandiere di questo giorno, e mi commuovevano i racconti dei partigiani sopravissuti, mi hanno dato la misura del mio concetto di eroismo, indissolubilmente legato a quelli di sacrificio di sé ed altruismo. Mi inquieta l’idea che fra pochi anni ascolteremo soltanto i racconti dei loro figli e nipoti, e non potremo più guardare quegli occhi che hanno visto tutto.
Non furono in tanti a scegliere la via delle montagne, e lo stesso si può dire per coloro che si arroccarono a quel simulacro di fascismo che fu la Repubblica sociale. La maggior parte degli italiani restò nelle proprie case, e il sostegno ad una o all’altra fazione fu più spesso il risultato di un calcolo che di una reale condivisione di valori. Carlo Rosselli, in “Socialismo liberale”, disse che questa forma di ignavia fa parte del codice genetico del nostro popolo.
Mi piacerebbe che non fosse più così. O almeno lo auguro a me stessa. Credo che il modo più alto di ricordare ciò che avvenne sia lo “scegliersi la parte”, o più semplicemente lo scegliere, l’impegno preciso e coerente in un qualcosa che renda chiaro da che parte sto/stiamo. Scendere in piazza domani sarà importante, bello (lo è sempre il trovarsi a camminare con chi condivide ciò in cui crediamo), ma anche incredibilmente facile. Che non ci si limiti a quello.