la mia storia

La politica mi ha conquistato presto. A diciassette anni la prima esperienza con la Sinistra Giovanile, l’impegno nel territorio, soprattutto nell’ambito delle politiche socialcla3i e della solidarietà internazionale. Ma la politica non si fa solo nelle sedi di partito, e negli stessi anni ho cominciato prima da volontaria e poi da dirigente (fino al 2006) un lungo percorso di consapevolezza e poi di servizio nella UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), lavorando per promuovere diritti ed inclusione delle persone con disabilità. Per lo stesso motivo ho accettato di far parte della Commissione disabili dell’Ateneo di Sassari, convinta che dall’istruzione parta la strada che porta all’indipendenza e all’autodeterminazione. Ho lasciato il partito nel 1999, quando il Pds ha intrapreso la strada che l’avrebbe trasformato in Pd.
Dal 2000 al 2005 ho fatto parte del Consiglio Circoscrizionale n° 4, nella lista che sosteneva Anna Sanna alla carica di Sindaco di Sassari. L’esperienza istituzionale che tutti considerano, nella migliore delle ipotesi, il primo gradino della carriera politica ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita di cittadina. Conciliare ideali e burocrazia, la volontà di cambiare le cose e il compromesso alto ma necessario è stato un esercizio che mi ha davvero insegnato cosa sia fare politica. L’occuparsi della polis, della cosa pubblica, è la difficilissima mediazione fra interessi diversi che precede una scelta, appunto politica, su quali interessi tutelare e in quale misura. Politica è scegliere di costruire un minuscolo parco giochi in un pezzo di terreno strappato al cemento. Politica è sostenere la scelta impopolare di portare al centro della città un Ser.D. perché includere non è solo una bella parola da ripetere nelle interviste e nei comunicati stampa. Politica è passare le notti a studiare un bilancio per capire dove proporre quel millimetrico spostamento di risorse che farà la differenza per molti. Politica è vedere in tutto questo non una noiosa routine, ma uno dei tanti modi per seguire ciò che Gramsci e Berlinguer mi avevano insegnato.
Alla fine del mandato gli studi e il lavoro mi hanno portato lontano da Sassari, e la “precarietà geografica” lontana dalla politica attiva. Sono rientrata in una sede di partito una sera d’autunno del 2010. Sinistra Ecologia Libertà aveva aperto da poco, proprio dietro casa, quel circolo “Sergio Atzeni” che diventerà in poco tempo l’esempio più forte in Sardegna di cosa si possa realizzare con una faccia pulita e la sola forza delle buone ragioni. Forse la geografia si è presa una rivincita, e non potevo non considerarlo un piccolo segno del destino. Mi sono avvicinata con cautela, ma ho finito per essere completamente travolta dall’incredibile avventura elettorale che ha portato Massimo Zedda a diventare Sindaco di Cagliari. Sembra ieri, ma son passati già due anni, e un’altra avventuraSinistra Ecologia Libertà sta per avere inizio. Le elezioni politiche sono da sempre l’appuntamento più importante, perché più importante e alta è la funzione delle persone chiamate a ricoprire la carica di parlamentare. Mi piacerebbe che nel chiasso e nei tatticismi di quest’ultimo mese di campagna elettorale si recuperasse il senso di ciò che si sta facendo e lo spirito di servizio che deve caratterizzare i rappresentanti del popolo. Sessant’anni fa c’è chi senza troppe parole e ragionamenti ha dato la vita perché oggi potessimo scegliere liberamente. Penso a loro con infiniti rispetto e gratitudine ad ogni appuntamento elettorale.
Ma a questo ancora di più, perché oggi accetto l’invito dei compagni di viaggio degli ultimi due anni a partecipare attivamente alle elezioni. Ho infatti l’onore, e soprattutto la responsabilità, di far parte della lista dei candidati di SEL alla Camera dei Deputati. In queste pagine vorrei condividere con voi riflessioni e un pezzo di strada di questo grande viaggio.