Situazione precari della scuola, 12 agosto

01_claudiaDopo un lungo (francamente troppo…) pressing ho ricevuto la telefonata del capo di gabinetto del Miur Alessandro Fusacchia. Continuo a credere che un assessore debba interloquire con il Ministro e aspetto dunque di confrontarmi direttamente con l’on. Giannini.

A Fusacchia ho esposto i temi già descritti nella lettera inviata al ministero, descrivendo ancora una volta la situazione dei docenti sardi e chiedendo la proroga o sospensione dei termini di presentazione delle domande per la fase B, in modo da poter trovare le soluzioni per garantire che le immissioni in ruolo avvengano nel pieno rispetto delle pari opportunità. Che, nel nostro caso, si traducono nel considerare l’insularità una condizione di svantaggio. La risposta del capo di gabinetto non è stata risolutiva, non sbilanciandosi su nessuna delle due richieste. Questo significa che continuerò a pretendere una risposta fino a quando non otterrò la posizione chiara e definitiva del Ministro.

Questo ho detto anche ai docenti che stazionavano sotto la Regione, non prima di aver aggiornato tutti con un comunicato. Ché si lavora e si danno risposte a tutti e tutti i giorni, anche quando i problemi non sono sulle prime pagine dei giornali. Ho anche detto che valutiamo ogni strada percorribile ma l’obiettivo resta risolvere il problema oggi. E oggi è inutile parlare di art. 5 dello Statuto o dei casi di altre Regioni. Quelli sono le vie da percorrere sul medio-lungo periodo, come stiamo già facendo con il lavoro sulla proposta di Legge regionale sull’istruzione. Sono scelte che richiedono tempo e mai fatte prima, nemmeno da chi stasera a pochi metri da noi interveniva a distanza quando il dialogo con i presenti era a suo parere troppo sereno. Infine il capitolo supplenze, tema che sottotraccia va avanti da tempo, che permetterebbe anche a chi avesse avuto l’offerta di contratto fuori dalla Sardegna di lavorare nell’Isola. Non è la soluzione definitiva dei problemi posti dai docenti sardi e restano alcune zone d’ombra, ma potrebbe essere un tampone per la nostra emergenza.

Quel che è certo è che non è ricevibile una risposta come quella del sottosegretario Toccafondi, che liquida come banale richiesta di avere il lavoro sotto casa una preoccupazione basata sul concreto dato geografico e le sue conseguenze economiche.

Si resta in attesa vigile, dunque, e si continua a lavorare.

A domani.

Postilla incredula (ma anche no)
Ieri ho scoperto che un ex presidente della Regione non sa che esistono gli ingressi secondari del “palazzo”. Quelli che avrei potuto utilizzare per evitare chi manifestava in viale Trento. Scrive, quell’ex presidente, di aver bloccato l’ingresso per costringermi a parlare con i docenti. Non mi ha visto, forse, mentre parcheggiavo alle sue spalle per andare a parlare con loro. Non sa, quell’ex presidente, che gli insegnanti io li ho incontrati tutto l’anno, anche quando lui non c’era e forse ignorava quel che stava accadendo a Roma, dove lavora e dove è stato deciso tutto questo, come si evince dalla totale assenza del tema scuola nei documenti sulla sua attività parlamentare.

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