«Cieca e sorda»

studente disabileIncredibili e, forse, volontariamente offensive, sono le parole con cui la Cgil sassarese prova ad attaccare con furia cieca (questa sì) la sottoscritta, capro espiatorio designato per i diritti negati degli studenti con disabilità della Provincia di Sassari. Anzi, degli studenti “diversamente dotati”, come da brillante definizione appena coniata e degna di una profonda conoscenza del tema…
Io il tema invece lo conosco perfettamente, lo so, lo vivo, al pari solamente dei ragazzi e delle famiglie coinvolte, vere vittime, accanto ai lavoratori, di una situazione paradossale. Situazione su cui mai si è abbassata la guardia e per la quale si troverà la via di uscita in tempi brevissimi, sostituendoci a quello che la Provincia non è stata in grado di fare a differenza delle altre, che con pari difficoltà finanziarie hanno deciso che quello è un servizio essenziale.
Chiederò scusa personalmente a ogni singolo ragazzo e ragazza per i pochi giorni di scuola che perderanno, perché a loro non importa, giustamente, di chi sia la responsabilità, ma solo il significato profondo di uguaglianza e inclusione che il condividere un’aula con i compagni rappresenta. E un assessore regionale quella responsabilità se la sente sotto pelle comunque, anche se fino ad ora ha fatto tutto il necessario per mettere quel diritto in sicurezza, anche se nella prima finanziaria della giunta Pigliaru ha visto accettare la propria proposta di aggiungere un milione allo stanziamento rispetto agli anni precedenti.
Quindi la mia prima risposta va ai ragazzi, alle famiglie e ai lavoratori. Complice preziosa la disponibilità dell’assessore agli enti locali Cristiano Erriu, alle province (tutte), verranno erogati i due dodicesimi delle risorse attualmente previste nel Fondo unico degli Enti Locali, in modo da alleviare la situazione finanziaria. Nel bilancio 2015, in discussione dalla prossima settimana, proporremo l’emendamento che permette l’utilizzo di fondi sul pluriennale, espediente che non poteva essere adottato in alcun modo se non tramite il passaggio in Consiglio e in allegato alla finanziaria.

E ora permettetemi un passo indietro, utile per capire come funziona il servizio e quanto è stato realizzato finora. Il finanziamento è istituito dalla L.R. 5.3.2008 n. 3, art. 4, comma 1, lett. a), come modificata con L.R. 14.5.2009, n. 1, art. 3, comma 18. E’ inteso come un cofinanziamento per circa un terzo del servizio di assistenza e trasporto già messo in campo dagli enti locali, una giusta presa in carico da parte della Regione di un diritto che non può avere un’esclusiva dimensione locale. Il 12 settembre approviamo la delibera, che ogni anno programma i fondi, stanziando 5 milioni da dividere fra province e comuni. Il primo giorno di scuola parte il primo stanziamento, l’11 novembre il saldo che, in anticipo sui tempi fino ad oggi rispettati su questo provvedimenti, sancisce la ripartizione definitiva fra province e comuni. La corsa l’abbiamo fatta volentieri, perché consapevoli delle difficoltà finanziarie delle province alle prese con tagli durissimi.
La cifra destinata alla Provincia di Sassari per l’anno scolastico è di 412.916 euro (cui occorre aggiungere le cifre stanziate per ogni comune, ad esempio 396.282 per Sassari). Il fabbisogno dichiarato dalla stessa Provincia è di complessivi 1.298.00 euro (498.000 nel 2014 e 800.000 nel 2015). Cifre alla mano, dichiarare oggi di non avere più risorse significa dunque, senza tema di smentite, che la Provincia ha investito nel diritto allo studio dei ragazzi con disabilità davvero pochi spiccioli.

Questo non mi toglie nessun peso, senso di responsabilità e grammo di impegno, ma mi sembra corretto rendere espliciti i ruoli, i meriti e i demeriti di tutti i soggetti coinvolti. Così com’è giusto fare un plauso a chi in silenzio e a fatica lavora e trova in qualche modo le risorse per andare avanti, cito per tutti, e potrei parlare per tutte le province, la neo commissaria Tiziana Ledda del Medio Campidano. O a chi si fa carico di un problema con coraggio e responsabilità, senza cavalcare volgarmente le preoccupazioni delle famiglie, pensando che solo urlando più forte e mettendo in vetrina il dolore si conduca una giusta battaglia.

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One thought on “«Cieca e sorda»

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