Coraggio noi, alla lotta!

Quattro anni fa scrivevo queste parole.

Coraggio noi
Lo scrivo oggi, perché fra ventiquattr’ore la retorica sarà insopportabile.

Domani, 3 dicembre, è la Giornata dei diritti delle persone con disabilità.
Capita in un brutto periodo, uno dei peggiori di cui ho memoria. Un lento lavoro di erosione di diritti, prima ancora che di risorse. Un lento instillare nella gente l’idea che siamo un corpo improduttivo, inutile, e di troppo, soprattutto nei luoghi “normali” come il posto si lavoro, o le scuole. Un costo, soprattutto, che in tempi difficili diventa fastidioso, e sacrificabile.

Insomma, non c’è nulla da festeggiare, ma tanto da lottare, come sempre ma un po’ più di sempre, senza lasciar perdere neanche le cose che sembrano insignificanti.

Coraggio, coraggio noi.

Ricordo bene lo spirito con cui fermavo i miei pensieri. Rabbia, sconcerto per i tagli al sociale e per l’evidente idea dell’altrui percezione delle persone con disabilità. Ma anche fiducia nella lotta, nelle manifestazioni che allora coloravano le strade portando in piazza chi per strada va poco, troppo poco, anche solo per andare a trovare un amico.
Non è cambiato molto, però. Lo stato sociale continua ad assottigliarsi e a somigliare ad un contentino residuale, invece di tendere ad una rete di servizi certi ed esigibili. E, in fondo, per tante persone e troppi decisori politici “il disabile” resta un oggetto misterioso che non si sa dove mettere e come sistemare. Oggi è certamente più consueto di ieri vedere una persona con disabilità che studia, lavora, ama e lascia il segno nella sua comunità, ma l’avanzare della povertà e la contrazione della spesa pubblica si rimangiano i diritti acquisiti, rischiando di mettere il disabile in competizione con chi è più vulnerabile e riaprendo così lo spettro della sacrificabilità della sua autonomia.
Quanto a me, tengo sempre ben presenti la memoria delle lotte fatte da chi mi ha preceduto, le esperienze associative che per prime hanno forgiato la mia coscienza politica, le decisioni grandi e piccole che possono cambiare la vita delle persone. Lo faccio con una consapevolezza ancora più forte oggi che nella mia esperienza c’è anche la responsabilità, a volte soverchiante, di occuparmi di istruzione e cultura nel Governo regionale. Ho cercato di prendere ogni decisione che in qualche modo riguardasse la disabilità non come un provvedimento ad hoc, ma come una politica presente e trasversale ad ogni programma, delibera o piano. Nella certezza che solo così possa avvenire la sua “normalizzazione” o, come si dice nei salotti buoni, la sua trasformazione in politica “mainstream“.

“I pregiudizi determinano e giustificano comportamenti personali e scelte politiche e sociali discriminanti”,

dice questo bel video realizzato dalla Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) in occasione della giornata di oggi. Guardatelo e fatelo guardare. E non smettiamo, non smettete, mai di lottare.

Coraggio noi, alla lotta!

 

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