Cari ragazzi, buona strada

Scuola di tutti e di ciascunoCare bambine e ragazze, cari bambini e ragazzi,

scrivo a voi, ma vi chiedo di portare la mia lettera agli insegnanti, ai dirigenti e a tutte e le persone che lavorano nella vostra scuola.

In questo periodo ho pensato molto al mio primo giorno di scuola. All’emozione, alla curiosità e alla paura di un’esperienza completamente nuova. Ero una bambina un po’ diversa dagli altri, loro camminavano mentre io mi muovevo sulla mia sedia a rotelle colorata. Ma questa differenza dopo un po’ non la notava più nessuno e tutti, compagni di classe e docenti, vedevano in me una studentessa come tutti gli altri. Sono stata fortunata, perché non sempre va così. Non sempre il vostro compagno di un’altra nazionalità, o che vive una situazione familiare difficile, o che si muove o impara in modo diverso da voi trova al suo fianco una mano pronta ad aiutare, una scuola adatta alle sue esigenze e una società pronta a considerarlo un cittadino.

Ricordo poi i visi dei miei compagni che erano i primi della classe, e di quelli che lo sarebbero potuti diventare se la scuola avesse saputo cogliere il loro talento nascosto. Quello che abbiamo tutti, anche se lo scopriamo tardi o pensiamo di non averlo affatto.

E mi sono venute in mente le parole di un bellissimo libro, Lettera a una professoressa: “La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde”. Una frase che ha quasi cinquant’anni ma che sembra scritta per la nostra Isola, oggi al vertice della triste classifica della dispersione scolastica.

Ogni alunno che abbandona oggi la scuola è un cittadino indifeso di domani. Per questo il nostro compito più importante è fermare questa pericolosa tendenza. E’ un compito, un dovere, di tutti, da noi che abbiamo la responsabilità di governare a voi ragazzi, che tanto potete per coinvolgere i vostri compagni e fare della scuola la vostra più grande occasione. Sì, la più grande, non ne avrete un’altra per crescere potendo sbagliare, imparare ad essere liberi e capaci di immaginare e realizzare i vostri sogni e progetti. Pretendetelo sempre e non fidatevi di chi vi dice che c’è qualcosa in voi che vi impedirà di diventare ciò che desiderate.

Vi immagino nelle vostre aule e sento forte la responsabilità di fare tutto quello che è possibile per rendere il vostro percorso più stimolante, equo e di valore. Abbiamo iniziato dalle mura della vostra scuola, per renderle sicure e accoglienti per tutti. Continueremo con l’essere accanto alle scuole e ai territori che più patiscono il fenomeno della dispersione scolastica, con l’aiuto delle tante energie che ci sono nella nostra Regione e del personale docente e non, anche quello precario, che tanto può dare a voi ragazzi. Lavoreremo assieme perché la tecnologia faccia parte del vostro percorso formativo, senza dimenticare che sono i contenuti l’elemento più importante, qualunque sia la forma in cui vengono presentati. Vorrei, infine, che un numero sempre più grande di voi diventi un’eccellenza. E che non vada via domani dalla nostra terra, ma se ne curi, trasformandola nel progetto che aveva immaginato sui banchi di scuola.

Buona strada!

(pubblicato su l’Unione Sarda il 15 settembre 2014)

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