Accorri numeroso!

Sostengo, voto e ho accettato la candidatura nelle liste di Sinistra ecologia e libertà (Sel) perché credo che il progetto di una sinistra sognatrice e allo stesso tempo concreta debba avere la possibilità di governare. Perché solo se si entra nelle stanze decisionali si può cambiare qualcosa. Oppure si decide di fare la rivoluzione. E allora, scusate se mi permetto, non avreste dovuto candidarvi ma costruire le barricate. Governare, dicevo, e pure assieme al Pd (che non è mica il male), perché per farlo dobbiamo essere un po’ di più. E governare, lo dico a chi fino a ieri era distratto, è un gran casino, perché fare politica, da Atene in poi, significa mediare fra interessi diversi. Mica entrare in un una stanza, proporre qualcosa e se gli altri non la vogliono fare urlare un vaffa e sbattere la porta. Mi spiace deludere le anime candide ma non funziona così (per informazioni citofonare al sindaco di Parma). Ogni singolo giorno di campagna elettorale, ma direi in generale di adesione a questo progetto, ho avuto un tarlo che poi Vendola ha ben sintetizzato. «Avremmo potuto fare una scelta diversa, più comoda: quella di ritagliarci lo spazio comodo della protesta e della testimonianza. Ma l’idea di andare dalla gente che sta crepando in corpo e di dirle ‘saremo il tuo megafono, saremo li’ vicini quando sarete sconfitti’ è un’idea che non mi piace. Io penso che abbiamo il dovere di andare dalla gente che sta male e di dire ‘noi ci proviamo a cambiare questo Paese e a renderlo migliore’».

Avremmo potuto seguire la strada più breve e remunerativa. Ma la mia idea di politica è un’altra. Ed è fatta di gente bella, preparata, giovane e meno giovane, nuova ma esperta delle cose del mondo. Che sennò, mi permetto, lì a Roma non trova nemmeno il tastino per votare. Gente imperfetta, non infallibile, esattamente come chi la vota. Come Silvia Doneddu, Lilli Pruna, Michele Piras e Luciano Uras. La responsabilità adesso è vostra, perché come ha detto Michele a Porto Torres dobbiamo pensare ad un voto di rappresentanza e non di delega. E la responsabilità di chi mandare a Roma non è solo di chi ci va ma soprattutto di chi gli ha affidato questo compito.
Io voto Sel senza turarmi il naso e con la bella sensazione di conoscere le persone cui affiderò l’impegno più importante, quello di rappresentare la propria gente.

Buon voto a tutte e tutti!

Come votare Sel

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