L’agenda delle donne

L'agenda delle donne - Incontro con le candidate sassaresi (08/02/2013)Venerdì ho partecipato ad un incontro fra le candidate sassaresi alle prossime elezioni politiche, organizzato dalle associazioni “Noi donne 2005” e “Se Non Ora Quando”. Sono intervenute con me alla bella iniziativa Giovanna Sanna (PD – Camera), Alba Canu (PD – Senato), Melania Fadda (FLI – Camera), Claudia de Lucia (Fratelli d’Italia – Senato), Noemi Sanna (Scelta Civica, con Monti – Camera),  Liliana Lorettu (Scelta Civica, con Monti – Senato), Sabrina Serra (PDL – Camera), Maria Isabella Puggioni (Lista Amnistia, Giustizia e Libertà – Senato), Sabina Aranzanu (Fare, Fermare il declino – Camera), Ellinor Muresu (Movimento 5 Stelle – Camera). E’ stata una bella occasione per riflettere sul tema della partecipazione e rappresentanza femminile in politica e capire differenze e punti in comune fra le partecipanti.
Anche se organizzatrici e stampa hanno sottolineato ciò che accomuna le candidate, durante la serata sono emerse sfumature e visioni diverse su molti aspetti. Non mi ha stupito, ad esempio, che le candidate di centro destra sovrapponessero al tema della parità di genere la meritocrazia, indicandola come panacea di tutti i mali. Avrebbero ragione, forse, se ci trovassimo in un paese che tiene conto delle specificità femminili e le considerasse tali, e non come uno svantaggio da colmare in qualche modo. Ma non è (ancora) così, e allora il discorso da fare è un po’ più complesso. Le organizzatrici hanno giustamente chiesto a tutte noi una riflessione su welfare e servizi, perché da questi dipende il poter lavorare e fare politica con le stesse opportunità degli uomini. Molte concordavano sull’assenza di servizi adeguati, mentre incredibilmente Noemi Sanna ha affermato che i fondi dedicati al welfare sono sufficienti, ma vanno solo calibrati meglio a favore di donne e giovani. Io ho ricordato sommessamente che nella spesa sociale l’Italia è agli ultimi posti in Europa, e che i governi Berlusconi e Monti hanno ridotto del 75% la dotazione del Fondo per le Politiche Sociali e azzerato i Fondi per la non autosufficienza e quello per la parità di genere. Se la direzione continuasse ad essere questa ci sarebbe purtroppo ben poco da discutere.
Ma il problema non è solo economico. C’è un mix di mancanza di consapevolezza e regole sociali non scritte che ancora impediscono alle donne di rompere quel “tetto di cristallo” che le separa dalle posizioni di vertice. A questo si aggiunge una particolarità tutta italiana della presenza femminile in politica, in cui si è affermata una figura di giovane donna spesso priva di un percorso politico cooptata dal leader “maschio” di turno. Personalmente è una situazione che ho avuto la fortuna di non subire, perché in tutte le mie esperienze, e in particolare all’interno di Sel, la parità di genere è una pratica ormai presente a tutti i livelli, come dimostrano le liste in cui si alternano uomini e donne, con un ordine deciso democraticamente attraverso le primarie. Ma non in tutti i movimenti e partiti è così, e allora ben vengano misure come doppia preferenza o le quote di rappresentanza in cda, governi, giunte comunali e regionali. Ben vengano, nell’attesa del giorno in cui saranno solo un capitolo nei libri di storia.

* * *

L’articolo de La Nuova Sardegna sull’iniziativa.

Annunci

Scrivi un commento / Leave a comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...